giovedì 17 luglio 2014

Non c’è solo il Colfòndo – Casa Belfi Maurizio Donadi e i suoi vini tra artigianalità e ricerca

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Uffa, sarebbe proprio il motivo per cuiGigi Miracol mi ha proposto di andare a trovare Casa Belfi, e non ne posso parlare perché è ancora troppo presto.

Toccherà aspettare almeno settembre, quindi niente scoop.

Arrivo nel tardo pomeriggio quando ancora c’è una luce decente per scattare qualche foto. Cielo azzurro, terso, sembra tutto perfetto. Parcheggio, prendo la macchina fotografica ed ecco che si palesa un bel nuvolone in pieno stile fantiozziano.

Riesco comunque a fare un giretto per le vigne mentre attendo l’arrivo di Maurizio, che finalmente dopo un periodo di piogge e clima autunnale sta facendo i trattamenti con rame, zolfo e microrganismi utili, e Gigi che sta arrivando con il suo camper vintage da qualcuno definito “un’ambulanza cecoslovacca dismessa”.

La superficie vitata dell’azienda si estende per circa 8 ettari a San Polo di Piave, più altri 4 ettari a Noventa di Piave, con una produzione annua di circa 50.000 bottiglie.
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Accompagnato dal vero padrone di casa, tale Toby, bastardino taglia nana che evidentemente spadroneggia in tutta la zona, e dribblando almeno altri 5-6 “cani da pagliaio”, dalle nostre parti detti anche “can da caìci” – ovvero “cani da caviglie perché a quelle arrivano – faccio un giro nei vigneti alle spalle della cantina, dove crescono Manzoni BiancoChardonnay e Glera.

Ad un tratto mi sembra di rivivere la scena topica di Resistenza Naturale: la linea di demarcazione tra i terreni di Casa Belfi e quelli dello zio di Maurizio è evidente. Da un lato viti immerse nel verde, con erba e piante tra i filari, terreno morbido e vivo, dall’altra viti tristi, separate da un desertico diserbo, su un terreno grigio, secco e sterile.DSC08593
Quando rientro, seguito passo passo da Toby, è arrivato anche Gigi, e in attesa di Maurizio Fabiola ci invita a goderci un paio di calici del vino per cui Casa Belfi è principalmente nota, il Prosecco Colfòndo. E’ giustamente ritenuto una delle migliori interpretazioni in circolazione di prosecco sui lieviti, anche se c’è ancora qualcuno che contesta il fatto che sia prodotto in pianura e non in collina. Ma probabilmente chi ancora si appiglia a tali questioni non ha ancora assaggiato il Colfòndo Casa Belfi.

Stiamo bevendo un 2013, sicuramente ancora acerbo, ma già presenta quei profumi citrini e quel senso di piacevole astringenza che rimane sulla lingua. Bollicine tenui, delicate, che lasciano una grande pulizia. Il Colfòndo Casa Belfi è il classico vino che si può stappare in qualunque momento, leggero di gradazione gradevole al gusto, da bere in compagnia.

E’ ottenuto da uve vendemmiate a mano e pressate immediatamente, poi fermentate in acciaio con i lieviti indigeni. Dopo un affinamento in vasca di circa sei mesi, senza alcuna chiarificazione e senza filtraggi, il vino viene messo in bottiglia dove rifermenta naturalmente per poi riposare qualche altro mese.

Maurizio, che nel frattempo si è unito a noi, ci spiega come non si limiti a seguire i regolamenti e le pratiche biologiche e biodinamiche, ma cerchi davvero di lasciare al vino la possibilità di esprimere al massimo le uve, il territorio e l’annata in cui nasce. Pone le distanze tra il suo modo di accompagnare il vino nel suo percorso e chi si dichiara biologico ma interviene in cantina destreggiandosi tra le larghe maglie del regolamento BIO e praticando microfiltrazioni, passaggi ai raggi UV, utilizzando azoto e prodotti enologici in grado sì di limitare l’utilizzo di anidride solforosa, ma che danno comunque origine ad un vino convenzionale, privo di personalità e completamente artefatto.

Non esita a dichiarare che ad un vino privato di tutte le proprie caratteristiche originarie preferisce di gran lunga un vino che presenti anche riduzioni o ossidazioni, per dirla tutta “un vin che sa da can”.

Ovviamente a patto che ci sia sempre un equilibrio, che il vino risulti non solo bevibile ma piacevole e che inviti ad un secondo bicchiere. E’ il caso del suoRosso delle Venezie IGT che abbiamo bevuto a cena, nato da uve Cabernet FrancCabernet Sauvignon eRaboso Piave, fermentate per 35 giorni a 20-25° C e con 30 giorni di macerazione con le bucce e imbottigliato senza essere filtrato.
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Oltre a Colfòndo e al Rosso, Casa Belfi produce anche il Bianco delle Venezie IGT, un blend di Manzoni Bianco eChardonnay di grande freschezza e mineralità.

Durante la cena si sono avvicendate diverse altre bottiglie, tra cui l’ottimo Gardelin di Klinec e i prosecchi sperimentali di Gigi.

La serata prosegue tra chiacchiere, poesie, Gigi che entra in modalità saltimbanco e si mette a sputare fuoco, con i genitori di Maurizio che osservano un po’ perplessi ma divertiti.

A malincuore mi congedo, e lungo la strada mi rendo conto che in fondo, quell’autoambulanza cecoslovacca dismessa che permette a Gigi di fermarsi a dormire tranquillamente dove e quando vuole, in quel momento gliela sto invidiando parecchio…

Casa Belfi
Via Guizza, 28
San polo di Piave
Treviso


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