venerdì 20 aprile 2012

Consigli Biodinamici





 Cos'è il 500 o Cornoletame:


E' letame che viene compostato in modo molto particolare, fino a presentarsi come humus, scuro, inodore, fresco, umido, morbido e colloidale.
Il compostaggio avviene all'interno di corna bovine interrate in particolari giorni secondo calendario biodinamico.
Il cornoletame serve come starter di particolari processi vitali della terra, può essere considerato un attivatore della formazione dell'humus.

Modalità d'uso:

  1. il 500 viene utilizzato in dosi di 100-300 g / 30-40 lt di acqua /ettaro
  2. la temperatura dell'acqua deve essere tiepida, dai 35-37°C e non riscaldata elettricamente, preferibilmente piovana, non ferruginosa, non salata
  3. il 500 viene attivato per mezzo di un particolare mescolamento chiamato dinamizzazione che dura 1 ora
  4. la dinamizzazione consiste nel mescolare il 500 in acqua, creando una serie di vortici e caos in senso orario e vortice e caos in senso opposto, a mano con molta energia
  5. la botte per la dinamizzazione può essere di rame non ossidato, vetro, acciaio, legno, pietra naturale, cemento senza additivi, terracotta
  6. l'irrorazione può essere eseguita con zaino a spalla previo filtrazione o con macchine evitando ricircoli e pressioni superiori a 1,5-1,8 bar
  7. il preparato va distribuito subito dopo la dinamizzazione entro le 2 ore
  8. la goccia con il quale viene distribuito il 500, non dovrà essere nebulizzata ma venir attratta dalla gravità ed andare sul terreno
  9. il terreno dovrà essere umido ideale dopo una pioggia
  10. distribuir il 500 a inizio primavera o inizio autunno rispettando le fasi di sviluppo dei processi microbici del terreno
  11. almeno 4-6 volte all'anno
  12. si consiglia in liberta di esecuzione di effettuare le spruzzature in giorni di terra-radici (vedi calendario Maria Thun).

martedì 17 aprile 2012

I vini Casa Belfi: una storia di vite e di lavoro dell'uomo



Nell’azienda vitivinicola Casa Belfi di San Polo di Piave, nel trevigiano, il produttore  di vini Albino Armani  ha individuato il naturale teatro per un  ambizioso progetto di recupero delle storiche tradizioni enologiche del luogo e di rivisitazione di antiche metodologie di produzione. Meticoloso selezionatore di vigneti, ma da sempre attento anche  al fattore umano, Albino Armani ha affidato la gestione di Casa Belfi all’autoctono Maurizio Donadi,  enologo che ama semplicemente definirsi “artigiano del vino”, ma nell’ambiente è conosciuto come professionista di rara perizia tecnica, molto legato alla propria terra e animato da una naturale vocazione per l'arte della vinificazione. I vini Casa Belfi certamente esprimono il carattere del luogo e il secolare fermento di umanità e vocazione vitivinicola.  Le referenze della cantina sono il Colfòndo, il Bianco e il Rosso I.G.T. delle Venezie. Tutti rigorosamente non filtrati, arrivano da produzioni dove non si praticano trattamenti di fitofarmaci sistemici e dove è escluso l'utilizzo di chimica e tecnologia, sono tutti a “ResiduoZero”. Casa Belfi utilizza solo lieviti indigeni e non ricorre al diserbo né all’autoclave, un rispetto profondo della natura e del legame che si instaura tra la vigna e l’uomo.



Il Colfòndo è pieno di vita e “ludico” per un concerto di esperienze sensoriali
Il termine “Colfòndo” deriva da un’antica definizione originaria dei luoghi di produzione: “vin col fondo”,  con riferimento al deposito di lieviti naturali che determina la fermentazione e la generazione di anidride carbonica (il perlage) all’interno della bottiglia. Questo spumante di tradizione contadina era progenitore dell’odierno Prosecco. L’ingegnoso accorgimento adottato dai nostri avi contadini, ripreso e rivalutato  dalla cantina Casa Belfi,  consiste nell’imbottigliare i fermenti (lieviti) che si formano in modo naturale durante la produzione del vino e che si depositano poi sul fondo della bottiglia per decantazione. Questi lieviti indigeni conferiscono al Colfòndo un fine perlage, longevità e morbidezza, permettendo la conservazione del vino stesso senza l’aggiunta di antiossidanti chimici come l’anidride solforosa. Inoltre i lieviti rilasciano elementi benefici per la nostra salute  quali vitamine (del gruppo B in particolare), proteine e polisaccaridi che, sotto il profilo organolettico arricchiscono il vino conferendo maggiore corposità e  spuma persistente. Molto apprezzabile anche al palato, il Colfòndo di Casa Belfi racconta gli aromi di fiori e di frutta fresca, di frutta candita, agrumi e crosta di pane.



I diversi modi di vivere il Colfòndo Casa Belfi in tavola
Il Colfòndo è un versatile vino “tutto pasto” che offre diverse modalità di degustazione, portando in tavola una variegata esperienza ludica oltreché sensoriale. Si può bere il Colfòndo più limpido per l’antipasto o per i primi piatti, lasciando il deposito di lieviti (la parte più ambrata del vino) in fondo alla bottiglia. Mano a mano che il Colfòndo viene versato e si procede con il pasto verso le pietanze e poi il dessert, si farà progressivamente più corposo. Un buon sistema per bere il vino “integrale” (e che si presenterà con un aspetto più torbido per i fermenti in sospensione) è quello di agitare un po’ la bottiglia o di versarlo in una caraffa, favorendone così anche l’ossigenazione.